Prestazioni di ordinaria eccellenza

Ciao Golfista Vincente,

È ormai trascorso un mese dal mio ultimo articolo. Ti starai forse chiedendo dove sono finito…

Sono state settimane molto intense con la preparazione di Golfista Vincente Experience, primo e unico corso esperienziale in campo dove puoi sperimentare il mio metodo di golf mental coaching dal vivo e direttamente con me.

Quest’anno siamo alla seconda edizione e abbiamo raggiunto un traguardo ambizioso: tutti i posti sono esauriti!

Insieme all’amico e Maestro della PGA, Giovanni Dassù, abbiamo creato un format vincente e abbiamo l’ambizione di trasformare il modo in cui i golfisti, come te, scendono in campo e gestiscono la loro mente in gara.

Ci troveremo il 3 giugno al Golf Club Le Fonti di Castel San Pietro Terme. Ti invito a guardare la video testimonianza di Giovanni cliccando qui.

Oggi desidero dare enfasi a una notizia, che potrebbe essere passata in sordina, ma che è davvero memorabile.

Al prossimo Major, lo US Open a Pinehurst dal 13 al 16 giugno, avremo ben tre italiani: Francesco e Edoardo Molinari e Matteo Manassero!

Francesco, Edoardo e Matteo non erano qualificati di diritto, ma sono passati tramite le qualificazioni e ce l’hanno fatta!

Ti invito a leggere l’articolo su Federgolf cliccando qui.

Ci tengo a dare risalto a questi risultati perché sono risultati di grande rilievo e trovo utile per tutti celebrarli. Francesco, Edoardo e Matteo hanno fatto qualcosa di extra-ordinario.

Ma non solo loro.

Anche Andrea Pavan e Guido Migliozzi non sono stati da meno. Seppure non siano riusciti a qualificarsi per un solo colpo, allo stesso tempo hanno espresso un ottimo golf e un solido stato di forma.

Lo stesso plauso va a Francesco La Porta che ha terminato a due colpi dalla qualificazione.

La loro non deve essere vista come un’opportunità mancata o una sconfitta. Arrivare a un passo dalla vittoria o dalla qualificazione non sminuisce la prestazione, anzi.

Ci tengo a sottolinearlo perché sempre più spesso vedo giovani e meno giovani golfisti che sono totalmente focalizzati sul risultato finale e perdono di vista e di interesse per tutto il resto.

Questo è il modo migliore per alimentare aspettativa e giudizio e limitare quella parte di te che ti porti dentro e che esegue lo swing: la mente inconscia.

Qualcuno potrebbe commentare: “Mah Andrea non è che così sminuisci un po’ troppo il risultato, in fondo non hanno passato le qualifiche…”

Il risultato è sacro, è un ‘informazione che racchiude un potenziale di crescita enorme, allo stesso tempo non ti definisce, non può e non deve etichettarti e avere il potere di spedirti alle stelle o alle stalle.

Vedi il punto è proprio questo, a volte basiamo la nostra soddisfazione o addirittura valore personale su degli standard che hanno fissato altri e che riteniamo essere la verità o il giusto metro di paragone.

Non è così e soprattutto non è utile per te.

Il risultato finale è un concentrato di esperienza e ti è sicuramente utile a comprendere le tue aree di miglioramento tanto quanto i tuoi punti di forza.

È uno stimolo a migliorare, ma non ti definisce come giocatore né tanto meno come essere umano.

Se sei interessato ad approfondire l’argomento e vuoi saperne di più su come funziona la tua mente in gara allora leggi il mio libro Golfista Vincente cliccando qui.

A presto con le novità da Golfista Vincente Experience.

Swing your mind!

Andrea

Il tuo golf mental coach

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