Neanche il Capitano di Ryder Cup sa come funziona la mente

Ciao Golfista Vincente,

Innanzi tutto, seppur con un po’ di ritardo, Buon Anno!

SWING THOUGHTS DI UN CAPITANO DI RYDER CUP

Oggi affronto un argomento davvero interessante. Una decina di giorni fa mi sono imbattuto in un video sulla pagina facebook del DP World Tour e appena l’ho visto non credevo alle mie orecchie: un capitano di Ryder Cup che mostrava palesemente di non conoscere il funzionamento della mente in gara.

Voglio subito fare una precisazione: Thomas Bjorn, il golfista in questione, è una vera e propria leggenda, sia come giocatore che ancor più come capitano di Ryder Cup. Nel 2018 a Le Golf National ha contribuito a realizzare un vero e proprio capolavoro!

Detto questo entriamo nello specifico e vediamo cosa ha dichiarato Thomas in questa video clip nella quale l’argomento trattato riguarda i pensieri in concomitanza con lo swing dei migliori golfisti.

Guardala a questo link: https://fb.watch/aPQGHnvzGh/ Bjorn è il primo ad apparire.

Ti riporto la traduzione nel caso non conoscessi l’inglese:

“Quando giochi a golf pensa a colpire la palla. Pensa a colpire bene la palla. Tutti questi pensieri… (e fa il movimento del backswing col braccio) non ti porteranno da nessuna parte. Un buon contatto.”

I concetti in sé sono corretti, condivisibili. Il punto importante è: quanto sono veramente utili a te come golfista? Tengono veramente in considerazione il meccanismo di funzionamento della mente inconscia?

Andiamo per gradi. Analizziamo ciò che afferma Thomas. Primo passaggio: “Pensa a colpire la palla”. In questa affermazione ci sono almeno due osservazioni da fare. La prima riguarda il verbo “pensare”. L’attività del pensare non aiuta granché la mente inconscia nella sua funzione di eseguire lo swing.

Come ti ho spiegato nel mio libro Golfista Vincente il linguaggio nativo della mente inconscia sono i 5 sensi e quelli bisogna stimolare. Il pensare non è assolutamente il modo migliore per farlo.

Secondo aspetto: la palla, seppure ferma, è un oggetto al fuori dal nostro corpo e quindi al di fuori del nostro controllo. Mi spiego meglio, se vuoi colpire la palla dovrai fare qualcosa per colpire la palla col tuo corpo al di là del pensare. Quello che deve interessarti è quel qualcosa per colpirla.

Insomma, le indicazioni di Thomas fino a qui fanno acqua da tutte le parti, nel senso che non ti sono veramente utili per fare un buon swing. Non che siano sbagliate, ma non ti servono.

Andiamo avanti: “Tutti questi pensieri non ti porteranno da nessuna parte”. Si comprende dal suo gesto con lo sguardo che fa riferimento al fatto che pensare a dove deve trovarsi il bastone nel back swing insieme a tutti i pensieri sulla tecnica del gesto non ti aiuteranno.

Su questo aspetto Thomas ha perfettamente ragione, tu che ormai mi conosci sai che con me questa affermazione sfonda una porta aperta. Allo stesso tempo con questa frase ti sta dicendo cosa non fare – i pensieri sul gesto appunto – e tecnicamente non porta alcun beneficio sul funzionamento della mente inconscia.

Anzi al contrario se non dici che cosa devo fare, il “che cosa non devo fare” viene letteralmente preso dalla tua mente inconscia che poiché non comprende le negazioni ci toglie il “non” e agisce quel “che cosa”.

In buona sostanza dire a un golfista “Tutti questi pensieri non ti porteranno da nessuna parte” e null’altro significa portare la sua attenzione su tutti quei pensieri e quindi indirettamente invogliarlo a pensarci. Comprendi che disastro!

E infine la ciliegina finale sulla torta: “Un buon contatto”. Concettualmente ineccepibile, ma un tantino banale e semplicistico come consiglio. Inoltre, c’è un altro aspetto più profondo.

Il “buon contatto”, così come presentato, è al di fuori del tuo controllo, è la conseguenza di ungesto che esprimi e – per tornare al mio Modello sulla mente inconscia – di uno stato dell’essere che abbracci.

Pertanto, per aiutarti come golfista è necessario indirizzare la tua attenzione cosciente su un aspetto specifico della gestualità e sullo stato dell’essere che scegli in quel momento.

Come puoi ben comprendere le parole di Thomas non sono di utilità alcuna per il golfista anzi come abbiamo visto lo portano fuori strada.

Sono certo che Thomas, visti gli importanti risultati ottenuti sul Tour maggiore, metta in atto altre strategie per swingare al meglio in gara. Credo che semplicemente non ne sia consapevole e quindi non sia in grado di comunicarle.

DAL PENSARE AL PERCEPIRE

Ti starai chiedendo ma allora cosa devo fare per migliorare il mio swing in gara? A cosa devo pensare? Che cosa devo fare?

Una prima valida risposta te la offre Rory McIlroy nella video clip successiva. Vediamo cosa dice Rory:

“Pensieri sullo swing? Mantieni il bastone frontale mentre sale. Togli di mezzo il ginocchio sinistro durante la discesa”.

Da queste due semplici frasi si capisce perché Rory è il campione che è, mostrando di possedere una comprensione del funzionamento della mente molto profonda.

Analizziamo le sue parole.

Mantieni il bastone frontale mentre sale”. Fai attenzione a come Rory trasforma la parola “pensiero sullo swing” – Swing Thought – in una osservazione fattuale di ciò che vuole che accada in fase di salita. Grande Rory!

Questa indicazione, già di perse eccelsa, può essere ulteriormente affinata, nel senso di essere resa fruibile in modo pratico da te golfista.

Infatti, potresti chiederti: “Come faccio a mantenere frontale il bastone?”. Puoi star certo che Rory lo sa fare perfettamente nel senso che mentre muove il bastone in fase di stacco presumibilmente segue visivamente con la vista periferica la mano destra nella sua traiettoria, oppure per esempio controlla il percorso della mano destra percependo il tipo di attivazione muscolare nei tricipiti del braccio sinistra o ancora un mix dei due.

In sintesi, Rory attiva delle percezioni sensoriali mirate di elevata qualità, le osserva in fase di movimento e genera dei micro-aggiustamenti in tempo reale se lo reputa necessario.

Questo è uno dei piccoli-grandi segreti che nessun Maestro ti ha mai insegnato e che troverai in Golfista Vincente il mio metodo di golf mental coaching.

Proseguiamo con le parole di Rory: “Togli di mezzo il ginocchio sinistro durante la discesa”.

Anche in questo caso nessun classico pensiero bensì un’osservazione fattuale di una parte del suo corpo: il ginocchio sinistro. Anche in questo caso come fa praticamente a togliere di mezzo il ginocchio sinistro non ce lo dice, ma lui lo sa molto bene.

Questa strategia dell’individuare uno o più variabili critiche è quella che insegno e alleno nei miei interventi di coaching, tuttavia c’è molto di più che è necessario conoscere e praticare per eseguire un buon swing in gara.

Anche se acquisisci la capacità di individuare la “giusta” sensazione fisica, osservarla con presenza ed effettuare dei micro-aggiustamenti se necessari, la strada è ancora lunga.

È lunga perché la tua mente inconscia in fase di competizione potrebbe attivarsi e interferire col movimento – e 9 volte su 10 lo fa –. Serve altro che ovviamente fa parte del mio Metodo e che ti trasmetterò e alleneremo insieme.

Contattami cliccando qui e iniziamo a lavorare insieme.

Swing your mind!

Andrea Falleri

Il tuo golf mental coach

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