conta di più l’aspetto tattico o quello mentale in gara?

Ciao Golfista Vincente,

Affrontiamo oggi un argomento a me molto caro: conta di più l’aspetto tattico o quello mentale in gara?

Per prima cosa vorrei chiarire cosa intendo per aspetto tattico in una gara di golf. È la capacità di saper riconoscere tutta una serie di parametri – lie della palla, geometria della buca, distanza ostacoli, azione del vento, etc… – e saperli sapientemente combinare alle abilità tecniche del golfista – essenzialmente distanza di volo di palla per bastone e traiettoria di palla preferita – per poi arrivare alla scelta ottimale del tipo di bastone, tipo di colpo e traiettoria di volo per ogni colpo.

Come puoi capire è una vera e propria arte, ci sono moltissime variabili in gioco da gestire e serve tanta esperienza per fare la scelta giusta.

Più si abbassa il tuo handicap, e cresce il tuo livello di gioco, più aumenta la tua capacità tattica.

Tendenzialmente l’abbassarsi dell’handicap corre di pari passo con l’acquisizione di competenze tattiche che ti permettono di evitare errori stupidi e quindi di perdere per strada un sacco di colpi che non hanno nulla a che vedere con la parte tecnica.

Più di avvicini allo scratch più il tuo livello tattico è alto. È matematico. Avendo avuto modo di lavorare con Professionisti mi sono presto reso conto che il livello di competenza tattico è quasi sempre alto o molto alto.

Può capitare che in alcune situazioni specifiche possano verificarsi errori di tipo tattico, come per esempio una errata valutazione dell’azione del rough sul volo di palla o dell’azione del vento o della consistenza della sabbia di un bunker e così via… In tutta sincerità sono eventi sporadici ad alti livelli e che non influenzano sostanzialmente il risultato finale soprattutto nell’ottica di più gare.

ERRORE TATTICO O ERRORE TECNICO?

L’aspetto su cui vorrei portare la tua attenzione adesso è relativo al fatto che nonostante l’abilità tattica e tecnica elevata si continuano a fare errori in gara di varia entità – a tutti i livelli – e spesso si imputano tali errori a carenze tattiche o tecniche.

Ma è veramente così? Vediamo l’aspetto tattico.

Il ragionamento che sto per fare vale sia per professionisti che per dilettanti di vario livello dove ovviamente, per questi ultimi, la parte tattica incide maggiormente sullo score, ma dove per livello di gioco – ossia per fascia di handicap omogenea – l’incidenza media della parte tattica sullo score è la medesima per tutti.

Ciò che voglio evidenziare è che in gara certi errori sono solo apparentemente errori di scelta tattica ma in realtà riflettono delle carenze mentali che portano come conseguenza a errori di tipo tattico.

In generale in gara l’aspetto mentale ha un’influenza nettamente maggiore di quello tattico sullo score finale.

ANDIAMO A FONDO NELLA QUESTIONE

Sia un professionista che un dilettante agonista, entrambi conoscono il carry dei loro bastoni semplicemente grazie all’uso del trackman e di un esperto che sa leggere i dati.

Accade che in gara, anche a fronte di questa conoscenza e in assenza di vento, la palla voli abbondantemente il green o si fermi parecchio prima dell’asta, il che farebbe pensare a una scelta sbagliata del bastone. C’è stato forse un errore tattico? Può essere, ma spesso non è questo il motivo dell’errore.

Altre volte l’errore è di tipo tecnico nel senso che si è, per esempio, leggermente flappato o si è toppata la palla e quindi la distanza coperta non è quella prevista.

In realtà in entrambi i casi il vero errore è mentale nel senso che è lo stato d’animo pre-colpo che determina una non corretta scelta tattica del bastone o una non corretta esecuzione.

Ti racconto ora cosa mi è accaduto con un golfista dilettante forte – aspirante pro – col quale ho lavorato, per farti comprendere meglio cosa intendo.

Quando abbiamo iniziato a collaborare, lui stava giocando molto al di sotto dei suoi abituali livelli di score e lo stava facendo da parecchio tempo. Si allenava regolarmente con profitto e dal punto di vita fisico e nutrizionale era in piena forma.

Vi erano delle buche in gara dove in modo apparentemente inspiegabile commetteva errori banali e andava a compromettere buca e score.

Non avevo avuto ancora occasione di seguirlo direttamente in gara come caddie, pertanto ci sentivamo telefonicamente alla fine di ogni gara e analizzavamo cos’era accaduto.

Essendo un giocatore abbastanza introverso non era sempre agevole capire esattamente cosa fosse accaduto dentro di lui nelle buche che erano andate “male”. Poi in occasione di una gara specifica e di una buca particolare decisi di andare a fondo e compresi cosa stava accadendo nella sua testa.

In un normalissimo par 4 di poco più di quattrocento metri aveva tirato il primo colpo dal tee col il driver ed era finito nel primo taglio di rough sulla destra del fairway a circa 170 metri dal green.

La bandiera si trovava a fondo green a circa 4 passi dall’avangreen e dietro c’erano una decina di metri di rough alto e poi alberi e boschetto. In totale l’asta era a circa 190 metri dalla sua posizione e considerano uno slope di circa 10 metri in salita si arrivava a circa 200 metri di volo.

Per le sue distanze, e considerando un green abbastanza tenero a causa delle piogge, quello era un colpo da ferro 4 pieno. Tuttavia, il lie della palla nel rough non era dei migliori e questo aspetto lo infastidiva nel senso che faceva nascere in lui il timore di non riuscire a colpire la palla perfettamente e a farle fare tutta la strada teorica.

Inoltre, erano due giorni che col ferro 4 rimaneva sempre corto di qualche metro rispetto alle sue distanze abituali e credeva che ci sarebbe ricaduto nuovamente.

Questi due pensieri insieme a uno stato d’animo generale che lo accompagnava da qualche gara di dover dimostrare quanto valesse lo portarono a scegliere un ibrido con l’idea di raggiungere l’asta per crearsi la chance di fare birdie.

Ciò che accadde è che colpì perfettamente la palla che partì flyer e fece i suoi 200 metri di carry – come doveva fare – volando il green e andando a infossarsi nel rough dietro il green.

Da lì flappò il terzo colpo col sand nell’erba alta; spedì poi la palla in green con un secondo sand. Due putt. Doppio bogey e tanta rabbia.

COM’È ANDATA VERAMENTE?

Cos’era successo?

Conosceva perfettamente il campo e sapeva benissimo che quello era un colpo da ferro 4. Probabilmente sarebbe rimasto leggermente corto in green e avrebbe chiuso tranquillamente col par, ma il pensiero di non aver tirato di recente il ferro 4 alle sue abituali distanze e il timore di non riuscire a colpire piena la palla gli avevano fatto scegliere il bastone sbagliato. Tutto questo alimentato dalla frenesia di dover fare score per dimostrare chissà che cosa a chissà chi…

È forse stato un errore tattico?

Assolutamente no! Il tutto è partito dalla scelta di uno stato dell’essere non funzionale al colpo – il dover dimostrare qualcosa, una specie di senso di inadeguatezza – a questo si è aggiunto un altro stato dell’essere non funzionale al colpo – il timore di non colpire la palla piena e l’incertezza sulla distanza di volo.

Entrambi questi stati dell’essere hanno determinato una valutazione tattica sbagliata.

Quella che ti ho presentato è una situazione specifica che ovviamente non spiega tutti gli errori che avvengono in una gara di golf, ma esemplifica perfettamente la dinamica tipo che accade nella testa del golfista.

ANDARE ALLA RADICE DEL PROBLEMA

Come ti ho sempre detto il punto di partenza di ogni scelta, di ogni esecuzione e di ogni risultato è uno stato dell’essere ed è su questo che devi iniziare a lavorare se vuoi abbassare il tuo score e desideri essere riconosciuto come golfista mentalmente solido e resiliente.

Affinare la tattica e la tecnica sono aspetti importanti nella tua crescita come golfista e ti invito a continuare a farlo frequentando i migliori Maestri in circolazione. Attenzione però a non fermarti lì, attenzione a riconoscere cosa ti impedisce realmente di performare in gara.

Finché non ti rendi conto che gli errori che commetti in gara non sono tutti errori tecnico-tattici, ma sono per la maggior parte errori mentali allora sei destinato a continuare soffrire e ad arrabbiarti ancora per molto.

Se vuoi andare alla radice del problema e risolverlo una volta per tutte allora devi cambiare strada e Golfista Vincente è il Metodo che fa proprio al caso tuo.

Se ancora non l’hai fatto scopri il mio Metodo di golf mental coaching a questo link.

Se conosci un golfista che si è perso nei meandri della tecnica o della tattica, che passa la maggior parte del suo tempo arrabbiato in campo e che non vede più la luce, beh allora inoltragli questa e-mail e invitalo a iscriversi alla mia newsletter qui.

Swing your mind!

Andrea Falleri

Il tuo golf mental coach

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