è come se non sentissi lo swing

Ciao Golfista Vincente,

Spero tu stia bene, abbia trascorso buone vacanze e sia ponto per questa seconda parte dell’anno.

Sono certo che durante queste settimane, in cui non ci siamo sentiti, hai avuto modo di giocare a golf e sperimentare tutte le indicazioni del mio Metodo che ho condiviso con te nei miei articoli del Blog, nel mio sito, sulla mia pagina Facebook e profilo Instagram, nei miei webinar e nel mio libro.

Come hai potuto verificare di persona la tua mente “non va in vacanza” e l’hai trovata sempre “agguerrita” e “presente” tra le buche che hai giocato, a volte sostenendo un gioco fluido e appagante, altre volte mettendoti i bastoni fra le ruote e facendoti perdere le staffe.

Anch’io ho avuto modo di scendere in campo e fare qualche giro da giocatore. A dire il vero cerco di farlo regolarmente per sperimentare in prima persone le interferenze della mia mente, oltre che per il piacere di giocare a Golf. Riconoscere come funziona mi aiuta a fornire il miglior servizio possibile ai miei clienti.

Ho avuto modo, in queste settimane, di continuare a collaborare con 5 golfisti eccezionali coi quali ho portato avanti il lavoro iniziato questa primavera ed è emerso un aspetto di cui ti voglio parlare oggi perché sono convinto riguarda anche te e può aiutarti a trovare soluzioni nei tuoi momenti di empasse in gara.

I COLPI INASPETTATI

La situazione specifica che voglio affrontare oggi è quella nella quale, in gara, ti accade di eseguire una serie di colpi non consecutivi – e non necessariamente con strokes gained nettamente negativo -, con direzione e volo di palla che non coincidevano con la tua intenzione iniziale prima di addressarti sulla palla. Li chiamo i “colpi inaspettati”.

Normalmente questi colpi producono stati d’animo negativi, a volte fanno arrabbiare – anche in relazione all’esito finale del colpo -, a volte infastidiscono, altre volte possono portare a una sensazione di frustrazione per non riuscire a controllare il colpo stesso.

In generale sono colpi pericolosi dal punto dell’equilibrio mentale perché tendono a minare la sicurezza e la fiducia interiore di fondo, aprono la possibilità a perdita di concentrazione, sensazione di insoddisfazione e possono dare il là a sequenze di colpi negativi.

La reazione interiore che mi è stata riportata dai miei clienti golfisti a questi colpi è in sintesi più o meno questa: “è come se perdessi il controllo sul colpo, è come se fosse tutto casuale, è come se non sentissi lo swing, è come se fossi in balia di qualcun’altro che esegue il colpo al posto mio”.

Queste emozioni – un misto di impotenza, sorpresa, incertezza, etc… – portano, come accennavo prima, a cadute di concentrazione, perdita di sicurezza e fiducia nei colpi successivi e quindi a rovinare lo score e a smettere di divertirsi, componente fondamentale del giocare a golf.

Trovarsi di fronte a colpi inaspettati è un’esperienza che accade non solo a principianti o giocatori di hcp medio-basso, ma accade anche a golfisti esperti di handicap basso che praticano con costanza e gareggiano regolarmente.

È per questa ragione che non va considerata un’evenienza tecnica, bensì un fattore mentale!

Con questo voglio dire che la causa di ciò che accade va ricercata non tanto in una carenza tecnica quanto in un meccanismo mentale che si è instaurato e che necessita di qualcos’altro rispetto a delle istruzioni di tipo cinematico per sistemare il gesto.

Prima di proseguire vorrei riprendere le risposte sopra che mi sono sentito rivolgere dai miei golfisti e per iniziare analizziamo la prima: “è come se perdessi il controllo sul colpo”.

Quando sento questa risposta mi viene da sorridere perché riconosco tutta l’ingenuità del golfista che ho difronte e provo tenerezza.

Normalmente rispondo in questo modo: “Non c’è altra strada: per giocare un buon golf devi perdere il controllo sul colpo”. Le volte che ho ritenuto opportuno dirlo ho osservato degli sguardi di ritorno stralunati che mostravano grande perplessità.

Beh, voglio che ti sia chiaro: il golf è uno sport che non ha nulla a che vedere con il controllo sul colpo, sulla gestualità del colpo.

IL COLPO NON LO ESEGUI “tu”

Puoi controllare la scelta del bastone, puoi controllare la distanza dalla bandiera o da un ostacolo, puoi controllare come ti addressi sulla palla, ma sull’esecuzione del colpo devi lasciar andare il concetto di controllo, perché il colpo non lo esegui “tu”, non quel tu che sei abituato a considerare, lo esegue “qualcun altro”.

Il colpo lo esegue qualcun altro più grande e complesso del tuo “tu”. Per confonderti ulteriormente le idee diciamo che il colpo lo esegui “Tu”, dove oltre alla tua mente cosciente – che normalmente coincide con il “tu” – c’è anche tutta la parte inconscia che include anche l’intelligenza corporea di tutto il tuo corpo.

Ciò che puoi e devi “controllare” è il mettere nella migliore condizione possibile questo “qualcun altro” affinché esprima il miglior gesto possibile del momento. Attraverso il mio Metodo ti insegno proprio a diventare Maestro di questa capacità.

Come fare tutto ciò? Ti confesso che non è questione di uno o due tips o drills che ti farà apprendere questa capacità, tuttavia desidero offrirti un’indicazione che possa fin da ora migliorare la tua capacità di risollevarti da situazioni d’empasse in gara.

Devi innanzi tutto comprendere che il colpo/colpaccio inaspettato è inaspettato per “te” ma non per “Te”. Devi ampliare la prospettiva su chi sei e considerare che esiste una sfera inconscia che influenza attivamente il tuo corpo e il tuo gioco.

Già il semplice fatto di riconoscerla e accettarlo ti porterà in uno stato dell’essere diverso: calmo, sicuro, fiducioso e questo è il punto di partenza imprescindibile per fare altre cose che adesso ti dico.

La prima è di agire sul tuo respiro per andare a incidere sul funzionamento del tuo cuore e portare anche la tua fisiologia in uno stato di calma, tranquillità, fiducia e sicurezza.

Ricorda non basta lavorare sulla mente da sola, bisogna includere il corpo, la parte fisiologica.

È COME SE NON SENTISSI LO SWING

C’è poi dell’altro da fare, ma prima di svelartelo credo sia interessante e utile considerare un’altra affermazione tra quelle che ricevo di frequente dai miei golfisti e che sono certo anche tu sperimenti: “è come se non sentissi lo swing”.

Sono d’accordo: è proprio ciò che ti accade e su cui devi lavorare. Devi imparare a sentire lo swing, ovvero a percepire cosa fa il tuo corpo nello spazio mentre esegue il movimento.

Devi sviluppare la capacità di auto-percepirti mentre fai il colpo. Non è certo questa la sede in cui voglio trattare questo aspetto che richiede tempo e tanta dedizione.

Tuttavia, c’è una strada più corta che puoi percorrere fin da subito e che, nonostante non abbia l’efficacia di quella precedente relativa alla capacità di auto-percepirti, può comunque salvarti da situazioni scomode come quella che sto descrivendo.

Sicuramente ti fai seguire da un Maestro di golf che conosce i tuoi errori ricorrenti, ha scomposto il tuo movimento in tutte le sue parti e ti ha detto su cosa lavorare, descrivendoti passo passo la successione dei micromovimenti che devi eseguire.

Beh, dimentica tutte le istruzioni che ti ha dato e tieni soltanto l’indicazione più importante ovvero quella parte del tuo movimento che se correttamente modificata porta beneficio a tutto lo swing e soprattutto ti permette di evitare o ridurre l’errore del “colpo inaspettato”.

A questo punto c’è un altro passaggio da affrontare, è l’ultimo. Devi tradurre quella correzione in una sensazione corporea molto semplice e di facile utilizzo per te.

In altre parole, devi saper metter in atto quel micro – e solo quello – aggiustamento collegandolo ad una precisa e circoscritta percezione muscolare che sai che sistemerà gran parte del problema, se non tutto.

Poi al colpo successivo devi riprodurre durante la routine pre-colpo quel micro-aggiustamento nelle tue prove. Fallo quattro, cinque o anche sei volte: prima lentamente e poi a velocità normale e quando ti addressi sulla palla poni la tua attenzione cosciente solo su quella variabile corporea, il resto è volutamente e inevitabilmente fuori controllo.

Se avrai la pazienza e la costanza di mettere in pratica queste indicazioni che ti sto offrendo potrai gestire in modo completamente diverso i colpi inaspettati, che continueranno ad accadere, ma che dureranno molto meno rispetto al passato.

Se sei interessato a lavorare sul tuo aspetto mentale questo periodo è assolutamente propizio, contattami subito cliccando qui.

Se desideri invece approfondire il mio Metodo puoi fare riferimento al mio libro Golfista Vincente a questo link.

Swing your mind!

Andrea Falleri

Il tuo golf mental coach

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