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Come creare il contesto ottimale per aspirare a score straordinari in gara

Bentrovata/o!

Oggi ti parlerò degli ultimi quattro step del mio Metodo Golfista Vincente.

Nell’articolo “La potenza della mente inconscia nel golf” hai appreso che le normali tecniche di focalizzazione e presenza – visualizzazione compresa – non sono sufficienti a garantire miglioramenti concreti e duraturi nel gioco del golfista.

Esiste una componente della prestazione sportiva, rappresentata dalla mente inconscia, che influisce pesantemente sullo score e che devi sempre tenere in considerazione e affrontare nel modo opportuno e con i giusti mezzi.

Arrivati a questo punto del mio percorso mi sono reso conto che era necessario un passo ulteriore che scaturiva da questa domanda che mi ronzava in testa:

“Come posso trasferire tutte le consapevolezze che il mio cliente ha maturato finora su di sé – compreso il lavoro di trasformazione della sua mente inconscia, grazie agli step precedenti – in modo concreto e tangibile sul suo swing?”

METTI SOTTO PRESSIONE LA TUA MENTE COME SE FOSSI IN GARA

La risposta a questa domanda è il passaggio chiave che praticamente nessun mental coach sportivo affronta e risolve. Il mio Metodo lo fa. Ciò che ho messo a punto sono una serie di pratiche sul campo pensate e studiate appositamente per creare condizioni di pressione per la mente del golfista simili a quelle di gara. Esse rappresentano il sesto step del mio Metodo.

Lo scopo di queste pratiche è molto semplice: creare delle situazioni stressanti per il golfista affinché la sua mente inconscia abbia spazio per esprimersi e lui/lei possa allenarsi a riconoscerne il funzionamento e a gestirlo in tempo reale.

Ti svelo un piccolo segreto che ti sarà estremamente utile quando scenderai sul campo di gara: ricorda che la tua mente inconscia continuerà a interferire nelle tue prestazioni per tutta la vita. Non ti illudere di “sconfiggere” il tuo inconscio.

Proverai sempre paura o comunque timore reverenziale sul tee della uno, avrai sempre dubbi su quale colpo giocare sul tee della 18 quando c’è in palio il passaggio del taglio, ti arrabbierai maledettamente per un putt sbagliato da un metro per salvare il par. È naturale.

Il punto non è quello far tacere il tuo inconscio, il punto è riconoscere in tempo reale il funzionamento della tua mente inconscia quando questo non ti è utile e di trovare rapidamente soluzioni, di ricordare a te stesso chi sei, come funzioni e cosa è necessario pensare e provare in quella circostanza.

Più alleni con costanza questa capacità di scegliere chi decidi di essere sotto pressione, più, quando ti troverai in gara nei momenti critici, avrai gli strumenti e l’esperienza per uscirne in fretta e vincitore. Semplicemente perché l’hai già fatto e ci sei già riuscito. Proprio allora sarai Golfista Vincente!

Pertanto, aspettati delle pratiche molto scomode dal punto di vista mentale, dove l’obiettivo che ti chiederò di raggiungere è estremamente sfidante e ti farà uscire dalla tua zona di comfort. Ricorda: più provi disagio più stai allenando la tua capacità di gestire la mente inconscia e le sue interferenze quando si presentano.

Voglio condividere con te una pratica che uso con i miei golfisti così che tu possa pienamente afferrare ciò che intendo e possa metterti alla prova fin da subito. La prima cosa che faccio è scegliere insieme al mio golfista tre buche del percorso dove ci troviamo che presentano delle condizioni tecnico/tattiche specifiche che vogliamo allenare.

Giochiamo solo e soltanto queste tre buche con queste regole: partiamo con tre palle dal tee e il colpo successivo lo giochiamo a partire dalla posizione della palla peggiore delle tre. Da qui giochiamo altre tre palle e la successiva sempre con questo criterio finché non arriviamo in green.

Una volta in green teniamo la palla più distante dalla bandiera, giochiamo tre palle da quella posizione e continuiamo a giocare la più lontana fino a imbucare. Marchiamo lo score della palla peggiore su tutta la buca. La pratica termina quando il golfista segna un certo score prestabilito che varia a seconda del suo hcp e della difficoltà delle buche.

Si tiene il conto del numero di buche giocate e si confronta di volta in volta quante buche sono state giocate prima di raggiungere l’obiettivo prestabilito. Monitorando nel tempo il risultato si ha una misura dello sviluppo della solidità mentale e gestione della mente inconscia.

ALLENA LA TUA MENTE ANCHE FUORI DAL CAMPO DI GIOCO

Il settimo step consiste in una serie di pratiche che io definisco aspecifiche – ovvero non riguardano lo swing del golf – che hanno lo scopo di allenare la tua capacità di riconoscere l’attivazione della tua mente inconscia durante attività quotidiane e di gestirla in condizioni di stress ridotto o non di gara.

A queste si aggiungono pratiche legate a sviluppare presenza, concentrazione, potenziare la respirazione e meditazione. Se vuoi saperne di più trovi esempi nel mio libro Golfista Vincente.

MISURA LA TUA PRESTAZIONE E CREA LE TUE STATISTICHE

Credo che già con gli step precedenti tu possa apprezzare la profondità e la precisione di intervento del mio metodo, tuttavia c’è ancora dell’altro che ti farà comprendere come non ho lasciato letteralmente nulla al caso.

Durante il percorso di creazione del mio metodo, arrivato a questo punto, mi sono accorto che spesso i golfisti coi quali lavoro, a fronte di colpi utili o comunque non particolarmente “negativi”, si arrabbiavano e di conseguenza perdevano concentrazione e fiducia nel loro swing.

Erano ovviamente vittima di interferenze a livello di mente inconscia, tuttavia dall’esterno mi sembrava che esagerassero e che non ci fosse reale motivo di arrivare a tali esternazioni. Ho voluto approfondire l’accaduto e ho iniziato a fargli domande per capire cosa stesse succedendo dentro la loro testa.

Ho presto compreso che si erano costruiti degli standard di prestazione molto severi e auto-referenziati ossia totalmente svincolati rispetto al field con cui competevano. Da qui ho capito che era necessario possedere dei parametri di riferimento per sapere se un colpo fosse realmente un colpo inferiore agli standard dei loro “pari” o semplicemente fosse una loro elucubrazione mentale.

In tal modo avrei potuto fornire loro dei dati freschi ed “oggettivi” per andare a quietare quella parte della loro mente che li destabilizzava supportandoli a trovare quella centratura e presenza fondamentale per performare al meglio.

Quando fornisci alla tua mente dei dati di qualità è molto più difficile che si inneschino i meccanismi di interferenza della mente inconscia. È come se la tua mente inconscia trovasse in quei dati una chiara visione dello stato di fatto della prestazione e riducesse ogni forma di interferenza.

Questi parametri di riferimento per la valutazione di un colpo esistono e si possono trovare nell’analisi statistica grazie al metodo di frontiera denominato “Strokes Gained” che dal 2014 sta offrendo importanti opportunità di consapevolezza e sviluppo a tutto il mondo del golf.

So già cosa stai pensando: ma ci sono le statistiche relative al numero di putt per giro, al numero di green in regulation o al numero di fairway presi. Devi sapere che questi parametri sono senza dubbio importanti e utili tuttavia non sono così precisi e affidabili come quelli che derivano dallo “Strokes Gained”.

Potrei portarti svariati esempi dove un numero basso di putt – nei professionisti da 29 in giù per giro per intenderci – non sempre implica una prestazione eccellente nel fondamentale del putt e viceversa un numero medio alto di putt – da 34 in su – non implica una prestazione deludente al putt. Questo fondamentalmente per il fatto che non si tiene conto della distanza dalla quale si gioca il putt.

Oppure casi in cui un numero di green in regulation relativamente alto non significa necessariamente uno score finale migliore di chi ha ottenuto un numero di GIR inferiore per quel giro o per quella gara.

In estrema sintesi ho deciso di introdurre nel mio metodo uno step specifico sull’uso delle statistiche secondo il modello dei colpi guadagnati – strokes gained – proposto ufficialmente al mondo del golf da Mark Broadie nel 2014 con il suo libro “Every Shot Counts”.

Questo è l’ottavo step del mio Metodo e l’ho chiamato Misura la tua prestazione e crea le tue Statistiche.

MONITORA LA TUA PRESTAZIONE E COSTRUISCI IL TUO PIANO DI ALLENAMENTO PERSONALIZZATO

Arrivati a questo punto del Metodo, rimaneva ancora un tassello da sistemare, un tassello cruciale per performare al meglio soprattutto ad alto e altissimo livello, un tassello che ancora molti golfisti trascurano e che forse non hanno pienamente compreso.

Mi sono reso conto di questo tassello mancante quando una volta terminate le gare nelle quali avevo seguito il mio golfista c’era tutto il lavoro di rilettura della gara stessa dal punto di vista mentale con l’intento di estrarre il massimo valore da quell’esperienza.

Una gara di un professionista può variare da due a quattro giornate a seconda se si passa il taglio o meno e questo espresso in numeri significa avere mediamente da 140 a 280 situazioni-colpo su cui riflettere. Sono tante, si corre il rischio di perdere tempo a soffermarsi su situazioni-colpo poco significative e quindi trarre conclusioni che non servono.

L’analisi post gara alla fine di tutto ha uno scopo ben preciso ovvero portare informazioni al golfista per rispondere a queste due domande specifiche:

  • Quali sono i tipi di colpo che hanno principalmente limitato lo score del mio golfista in questa gara? Che cosa è accaduto dentro di lui/lei durante quei colpi?
  • Su quali parti del gioco è utile e necessario che il mio golfista alleni la sua mente – oltre che la sua tecnica e tattica – in questo periodo della stagione?

Queste due domande sono di importanza estrema e ora ti spiego il perché. Comprendere cosa ha veramente funzionato e cosa meno in un’esperienza golfistica è la chiave per fornire delle informazioni fresche e di qualità alla tua mente.

In secondo luogo, il tempo a disposizione di un golfista, di qualsiasi livello, per praticare e allenarsi è limitato e non è sufficiente a coprire in modo soddisfacente tutti gli aspetti del suo gioco. Da qui la necessità di aver chiaro, volta per volta, le priorità su cui lavorare per ottimizzare i tempi e i risultati.

La risposta a queste domande riesco a trovarla affiancando alle mie competenze sulle dinamiche interiori l’analisi statistica precisa e consistente sempre grazie al metodo “Strokes Gained” di Mark Broadie.

Questo approccio mi permette di individuare le tipologie di colpo dove apportare un miglioramento determina un sensibile abbassamento dello score finale o in altri termini dove il gap tra la prestazione del golfista e il field – cioè tutti i competitor del suo livello – è significativo.

Questo approccio fa si che, settimana dopo settimana, hai a disposizione dei dati precisi che ti informano dove stai perdendo terreno rispetto agli altri golfisti con cui competi. Ricorda: anche la parte mentale va allenata in modo specifico per tipologia di colpo.

In tal modo posso proporti delle tipologie di pratiche sotto pressione specifiche per il tipo di colpo da migliorare e posso altresì affinare le routine pre-colpo che rappresentano lo strumento principe per connettere la tua mente a quello stato d’animo che scegli di sperimentare in quel momento.

Questo rappresenta il nono e ultimo step del mio metodo: “Monitora la tua prestazione con le Statistiche e crea un piano di allenamento personalizzato”

Beh, se vuoi approfondire tutti e nove gli step del mio metodo, non ti resta che leggere il mio libro “Golfista Vincente”.

Scoprilo a questo link: https://andreafalleri.com/libro/

Se invece vuoi lavorare fin da ora con me o desideri avermi al tuo fianco come mental caddie in gara allora contattami qui, ti garantisco che la tua prestazione migliorerà e insieme la tua soddisfazione!

Grazie d’avermi seguito fino a qui.

Swing your Mind!

Andrea Falleri

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