Bisogna saper giocare male
Ciao Golfista Vincente,
Nelle ultime settimane il golf italiano si è espresso ad altissimo livello sul panorama internazionale.
Il risultato di punta l’ha ottenuto Stefano Mazzoli che si è imposto al Corales Puntacana Championship – gara del PGA Tour – con -20 con un colpo di vantaggio sui secondi marcando un birdie all’ultima buca.
Straordinario!!!
Altro risultato di valore assoluto l’ha ottenuto Michele Ortolani che si è imposto al Digiplus Philippine ADT Open Championship tappa dell’Asian Development Tour.
Altrettanto straordinario!!!
Ancora un risultato fantastico l’ha ottenuto Flavio Michetti che ha vinto la tappa dell’Alps de las Castillas 2026
Altrettanto straordinario!!!
Ci sono stati altri piazzamenti di rilievo che testimoniano l’ottima forma del nostro golf a livello internazionale.
Vincere è importante: incide direttamente sulla motivazione e sull’autostima, ci porta tanti riconoscimenti esterni che ci appagano e per ultimo, ma non certo per importanza, porta moneta che da sostenibilità al viaggio.
Allo stesso tempo quanto spesso si vince? Poco.
A volte non si riesce nemmeno a vincere quando si gioca bene, figuriamoci…
Ancorare i nostri pensieri alla ricerca della vittoria è davvero fallace.
C’è un altro aspetto che desidero tu, Golfista Vincente, consideri e faccia tuo nel quotidiano: giocare al nostro top, nel golf, è un evento poco frequente.
Molto spesso ci troviamo in campo con sensazioni traballanti, pensieri tossici che ci assalgono, forma fisica incerta, incapacità di restare concentrati a lungo a fronte di disturbi esterni.
Tutto questo ci porta a giocare male.
Ed è qui che entra in gioco la competenze forse più importante e utile di tutte: la capacità di convivere con questo stato interiore che non ha nulla a che vedere con la tecnica o la tattica.
È proprio in queste situazioni che dobbiamo saper giocare male.
Saper giocare male significa saper stare in quel disagio, significa essere resilienti e coltivare speranza interiore.
Speranza nel significato etimologico latino, ovvero: attesa fiduciosa che un evento positivo si realizzi e spinta a guardare in avanti, a tenere lo sguardo alto e in avanti.
La Speranza in questo senso diviene un atto intenzionale e attivo che non ha nulla a che vedere col significato che molti danno, ovvero restare passivi e sperare che qualcosa all’esterno cambi.
Il saper giocare male implica che a fronte di sensazioni e movimenti poveri ci attiviamo dentro di noi sostenendo questa attesa fiduciosa.
Come farlo?
Per prima cosa questa Speranza non può essere improvvisata, non emerge dal nulla, dal vuoto.
Va coltivata e allenata anche e soprattutto quando le cose vanno normalmente.
Ci sono almeno due aspetti di questo allenamento: il primo è ricordare a noi stessi chi siamo, la nostra Natura più profonda.
Il secondo aspetto riguarda la creazione e la ripetizione di routine di focalizzazione che tocchino mente e corpo.
Tutto questo per te, che mi segui da un po’ di tempo, ha lo scopo di fornire informazioni di qualità alla nostra mente inconscia che in quei momenti di gioco povero si attiva in loop negativi e a spirale.
C’è un terzo aspetto da considerare: fare tutto questo accompagnato da chi conosce questo processo, che ci è già passato e in quel momento è “esterno” a quelle sensazioni negative può fare tutta la differenza del mondo.
Il mio metodo e la mia presenza come mental caddie ti permette di ottenere tutte e tre i tasselli sopra descritti.
Se hai colto l’importanza dell’aspetto mentale, il suo impatto sul tuo gioco e la peculiarità rispetto alla tecnica e alla tattica allora contattami e insieme capiremo come supportarti.
Ti basta rispondere a questa mail, fallo adesso.
Swing your mind
Andrea Falleri
Il tuo golf mental coach
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