non fare come Rafa Cabrera Bello a meno che…

Ciao Golfista Vincente,

Si è appena concluso l’Open di Spagna e ad aggiudicarselo è stato Rafa Cabrera Bello, il talentuoso golfista canarino che da un po’ di tempo aveva perso il suo abituale smalto e di recente aveva persino perduto la carta sul PGA Tour.

È riuscito a superare Adri Arnaus, altro spagnolo, alla prima buca di play off. È stata una gara testa a testa fino alla fine, molto emozionante.

Oggi ti voglio parlare di un colpo specifico tirato da Rafa Cabrera Bello che quando l’ho visto mi ha lasciato letteralmente basito; se fossi stato il suo caddy in quel momento mi sono domandato che cosa gli avrei detto, come avrei gestito la sua apparente follia.

Purtroppo, sui principali media non ho trovato alcun video che lo mostrasse, pertanto non sono in grado di fartelo vedere. Se hai l’abbonamento a Golf TV ti basta rivedere la gara, vai al quarto giro e alla buca 18 e gustati il secondo colpo di Rafa.

Per coloro che non hanno Golf TV lo riassumo qui.

COSA E’ ACCADUTO

Siamo sul tee della 18 del quarto giro, Rafa e Adri sono in testa al leaderboard appaiati a -19. La buca 18 è un corto par 4 di circa 300 metri con fairway abbastanza stretto e col green protetto da bunker su entrambi i lati. Col driver si può arrivare in green.

Rafa è il primo a tirare dal tee, sceglie il driver: gli parte uno slice molto accentuato che rimane corto di un centinaio di metri e la palla si infossa in un rough molto alto a bordo stradina.

Adri esegue un driver a tre quarti a tagliare e finisce nel bunker di destra a bordo green.

La situazione è molto concitata, viene chiamato il giudice arbitro e da quello che ho capito dalla telecronaca avendo Rafa i piedi sulla stradina in fase di address gli è concesso il droppaggio. Posiziona i due bastoni che permettono alla palla di arrivare proprio al limite del rough con l’erba più bassa.

Il lie della palla non è ottimale, comunque sempre meglio dell’erba alta.

Droppata la palla, la regia inquadra la scena da dietro a Rafa per mostrare al telespettatore cosa vede il giocatore. Davanti a lui si erge una specie di muraglia, formata da una coppia di alberi maestosi a circa una quindicina di metri che impedisce qualsiasi visuale!

Rafa si sposta verso il green per capire la direzione di tiro e verificare eventuali gradini e pendenze sul green stesso, poi torna e inizia a confabulare con il caddy.

Quest’ultimo non ha dubbi, deve droppare sulla sinistra in fairway, e giocarsi il tutto per tutto con l’approccio per poi imbucare con un putt, sempre sperando che Adri non faccia birdie. Rafa fin da subito sembra avere una visione diversa. Prende il 56° e inizia a simulare il colpo in direzione del green. Fa un’infinità di prove.

Passano svariati minuti, i due continuano a scambiarsi i propri pareri. Il caddy è inamovibile, lay up in fairway e approccio da un centinaio di metri. Rafa non sembra convinto.

Alla fine, decide di passare sopra gli alberi mirando direttamente verso il green. Si addressa sulla palla, carica il backswing, la palla parte e scompare subito dall’inquadratura per poi riapparire magicamente nel bunker a bordo green.

Ciò che accadrà in seguito è che Rafa riuscirà a fare up and down dal bunker con un colpo d’uscita straordinario, mentre Adri uscito egregiamente dal bunker si lascia un putt da due metri e mezzo circa e lo sbaglia di poco sotto pendenza. Ancora -19 si va al playoff, dove prevarrà Rafa.

FOLLIA O LUCIDA SCELTA

Voglio ora tornare al secondo colpo di Rafa alla 18. Inizialmente non capivo l’indicazione del caddy, perché fare lay up quando c’era lo spazio per passare sopra gli alberi?

Poi su Golf TV hanno fatto rivedere il colpo in slow motion da dietro e ho capito la posizione inamovibile del caddy!

La palla non ha minimamente volato sopra gli alberi, la palla si è infilata in uno spazio vuoto piccolissimo tra le fronde dei due alberi ma molto più in basso rispetto alla cima delle fronde.

Un vero e proprio pertugio. Insomma, un evento più unico che raro!

A quel punto ho compreso l’indicazione del caddy e mi sono sorte una serie di domande:

Se fossi stato io il caddy di Rafa e avessi visto quel pertugio avrei suggerito al mio giocatore di mirarci sapendo che con qualsiasi ferro non sarebbe mai riuscito a passare sopra agli alberi e ad arrivare in green?”

Ancora

Che cosa aveva spinto Rafa a prendere quella decisione all’apparenza così sconsiderata?”

Razionalmente la migliore tattica di gioco in quelle condizioni era fare lay up. Di questo ne sono convinto. Ma allora Rafa ha sbagliato? In fondo quel colpo gli ha praticamente permesso di giocarsi il play off dove poi ha fatto un ottimo colpo da bordo green che gli consentito di puttare per il birdie.

Ragionando con la fredda logica dei numeri Rafa ha sbagliato, nel senso che ha scelto un colpo con una bassissima probabilità di successo. Da questo punto di vista il suo caddy è stato molto lucido e gli ha correttamente suggerito la strategia del lay up.

A meno che… il caddy non avesse conosciuto il Metodo Golfista Vincente, non avesse letto il mio libro e gli articoli del mio Blog e non avesse sentito parlare di Stato dell’Essere e Campo delle infinite possibilità.

A quel punto avrebbe forse compreso che Rafa stava accedendo a quella condizione interiore che gli avrebbe permesso di fare un colpo assolutamente folle per il 99,9% degli altri golfisti.

A quel punto forse avrebbe potuto sincerarsi di cosa stesse accadendo dentro Rafa, nel suo intimo, nel profondo del suo processo decisionale.

Voleva forse Rafa riscattare il pessimo tee shot appena tirato?

Nutriva forse dentro di sé la forte aspettativa di portarsi a casa il suo primo Open di Spagna, suo paese natale?

Voleva forse dimostrare a sé stesso e ai presenti di essere il più forte?

Se avesse verificato questi aspetti domandando direttamente a Rafa cosa stesse passando per la sua testa, beh allora avrebbe fatto benissimo a rimanere fermo nella sua posizione e pure ad insistere affinché facesse lay up.

IL COLPO DA ESTETA DEL GOLF

E se invece si fosse reso conto che la vittoria finale non c’entrava nulla, che non c’era nessun tipo di bisogno di rimediare, di riparare ad un errore, ma semplicemente il desiderio di tirare un colpo autentico, un colpo coraggioso, un colpo da puro esteta del golf?

Se si fosse reso conto che Rafa era cosciente che era un colpo folle, ma che allo stesso tempo dentro di lui c’era una forza misteriosa che lo invitava a tirare in mezzo a quegli alberi?

E infine se si fosse reso conto che Rafa si stava assumendo la piena responsabilità di qualsiasi risultato e l’avesse totalmente accettato qualunque fosse stato e sarebbe stato capace di sorridere e andare serenamente avanti comunque?

Beh allora il caddy avrebbe dovuto comprendere quella scelta, sostenerla, abbracciarla, elogiarla e sentire dentro di lui che stava per accadere qualcosa di unico e straordinario e pure ringraziare Rafa per quell’esperienza.

Credo che sia andata proprio in quel modo. Ho riguardato la scena più volte su Golf TV e ho osservato un Rafa deciso, determinato, per nulla agitato, sempre con la testa alta e lo sguardo fiero, come se volesse seguire un’intuizione che aveva avuto e piano piano si connetteva con lo stato d’essere della certezza, della fluidità, della semplicità per esprimere un colpo unico.

Voglio che sia chiaro un punto: per te che leggi, tirare al green in quelle condizioni specifiche sarebbe stato un rischio senza senso nel 99,9% dei casi. In generale devi avare il massimo rispetto degli ostacoli sul percorso e adottare una tattica prudenziale e in linea con le tue capacità.

ASPETTO MENTALE E TATTICA

Allo stesso tempo, devi imparare a conoscere e riconoscere cosa avviene dentro di te in occasioni tipo quella che ti ho descritto. È qui che entra in gioco l’aspetto mentale che si sovrappone con l’aspetto tattico. Devi imparare a distinguerli e padroneggiarli entrambi.

La scelta di qualsiasi colpo si compone di un aspetto tattico – che tiene conto delle condizioni esterne insieme alle tue capacità fisico/tecniche – e di un aspetto mentale – che tiene conto dello stato dell’essere che scegli e della tua capacità di accedervi.

La scelta vincente, che ti porta a fare score straordinari, è quella che trova il giusto equilibrio fra questi due aspetti.

In un prossimo articolo approfondirò questo “giusto equilibrio” e ti spiegherò l’importanza dell’aspetto mentale in relazione a quello tattico, e come il primo venga spesso confuso con il secondo e a volte sottostimato.

Continua a seguirmi.

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Swing your mind!

Andrea Falleri

Il tuo golf mental

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